venerdì, settembre 22, 2006

Buon compleanno armando


Nonostante il pentitismo della Sinistra, che si permette di dialogare con "i fascisti".
Nonostante l'Ungheria andasse invasa, perchè il clima generale dell'epoca chiedeva questo. E ancora oggi è giusto difendere quella scelta.
Nonostante la Sinistra non abbia quella purezza ideologica che speri... difendere Cuba e Cina è ancora troppo poco!
Nonostante Bertinotti segni un altro gol nella partita della storia e non ti invia nessun augurio, perchè "la politica è fatta anche di durezze ed io non sono un'ipocrita".
Buon compleanno la libertà di cui credi di farti portavoce è ispirta ada carri armati sovietici, dittature, guerre civili e repressione.
Auguri, compagno, tanti compleanni ancora per riflettere sulla tua storia. Un compleanno per ogni vittima della tua ideologia, milioni di questi giorni!

martedì, settembre 19, 2006

Compagni, dietro front!


C'era il coraggio nell'accettare quell'invito; c'era travaglio, la soffrenza di un percorso che gira bruscamente e incrocia strade diverse, mai viste così da vicino, mai viste con gli occhi di chi vuole scoprire per provare ad andare oltre l'odio.
"Se solo avessi parlato con voi trent'anni fa, la storia italiana avrebbe avuto un'altra evoluzione". Ma non è stato fatto. E gli sguardi di quei 1.500 ragazzi di destra, gli occhi lucidi di quei "fascisti carogne" sembravano dirlo. Era così diffcile guardarsi negli occhi e parlare? Fantasticare su mondi possibili? Immaginare una società fatta di confronto, visioni diverse, critiche serrate e incontri stridenti? Era così difficile che, oltre l'appartenenza, il sogno è quello di un mondo migliore? Certo due mondi distanti, inconciliabili. Ma probabilmente la passione è la stessa. o almeno, la passione che in quelle due ore si percepiva sotto il tendone della festa Atreju era la stessa, da qualunque parte la si guardava. Lì c'erano i nostri cuori, i cuori di ragazzi che a causa della cecità e dell'odio politico hanno raccolto il testimone di ragazzi, come loro, ma che hanno pagato con la vita il proprio impegno, la propria passione, i propri sogni.
"Compagno - ci hai spiegato - vuole dire che abbiamo delle cose uguali all'altro e, per me da comunista, l'altro è un termine di confronto importante. D'altronde se non avessimo delle idee diverse, proprio su questioni di identità, non saremmo tra noi diversi...".
Compagno Bertinotti, uguali a te non lo saremo mai... anche se per una volta hai provato le stesse sensazioni. La levata di scudi contro la tua partecipazione a quella festa o, per dirla alla Diliberto, la rottura di una tradizione di esclusione degli altri, quegli altri che compagni non sono, quegli altri che soltanto adesso reputi dei ragazzi e non opunti neri a cui sparare.
Adesso la palla passa a te. Ti lasciamo il confronto con l'idiozia di chi continua a sognare la nostra eliminazione politica e fisica; con chi non riesce a vedere nei regimi - caduti e non - di qualunque matrice l'annientamento dell'uomo, lo sterminio delle coscienze oltre che degli uomini, la babarie istituzionalizzata in nome di una ideologia; con chi non capisce che vent'anni sono pochi per morire, non solo alle feste reggae o in un centro sociale, ma anche ad acca larenzia o in viale libia.
Compagno Bertinotti, noi un altro muro lo abbiamo buttato giù. In molti vedono finalmente al di là. Ma chi ha paura della luce preferisce ancora nascondersi sotto le macerie, e ritagliarsi piccoli mondi bui e polverosi, con quel che resta di infausti passati. Noi, alla polvere delle rovine e delle macerie preferiamo la luce del sole. Le lacrime per i torti che abbiamo subito si asciugano giusto un secondo prima di sferrare nuovi attacchi alle loro convinzioni fossilizzate!
Noi ci teniamo la nostra storia. Ci teniamo il testimone che abbiamo raccolto, che ti è soltanto passato davanti nella folle marcia ritmata dai battiti dei nostri cuori durante un confronto inusuale, stridente, forte e surreale. Ma quel testimone rimane a noi, stretto tra le nostre mani.
Quei figli d'Italia, portatori di sogni di grandezza e di passioni pure, fanno paura ai figli dell'odio, schiavi delle ideologie e incapaci di contaminazioni e confronti.
Per anni avete cercate di farci subire la vostra storia, ma adesso la storia l'abbiamo scritta noi!
Se solo avessi parlato con noi trent'anni fa...

domenica, agosto 13, 2006

E alla fine ci sono caduto anch'io!

Se qualche mese fa me lo avessero detto nn ci avrei creduto.
Per chi si trincera nel più profondo dell'intimo con le sue emozioni e i suoi pensieri, aprire un blog è una bella scommessa.
Ma questo è il senso dei propri limiti. Capire quali sono e provare a varcarli senza snaturarsi, provando a uscirne vincente e con un'esperienza in più.
In equilibrio sul filo delle proprie emozioni, cercando di non cadere!